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Coltura

Prologo - Geruhr e il suo Coadiutore

    - Sire, alcuni cittadini si lamentano di artigiani del Borgo di Thuine che non hanno svolto bene il lavoro loro richiesto.
    - Mi pare strano, questo, Jefret. Gli artigiani di Thuine sono sempre stati accurati nel lavoro. È, forse, sorto un contenzioso?
    - Nulla di ufficiale, sono solo voci che ho raccolto per le vie della città. Uno su cui ho sentito lamenti è il falegname di Corte.
    - Cheeret?
    - Lui medesimo.
    - Mi stupisco ancora. Egli ha lavorato molto bene per noi: ha realizzato i portali della cinta esterna della città e non ha voluto essere pagato per questo lavoro. Disse, ricordo bene, che essendo un lavoro per la sua città era come se lo avesse fatto per casa sua. E i portali sono stati realizzati con molta cura.
    - È vero, Sire, tuttavia alcuno ha avanzato lamento.
    - Prima di dare vento forte a queste voci e di convocare l’uno e l’altro, conduci un’indagine discreta, ascoltando tu personalmente l’uno e l’altro. Ma nulla di ufficiale: siano solo delle chiacchiere. Poi torna a riferirmi.
    - Farò come il Re dispone, ma…
    - Ma…?
    - Ci sono altri lamenti giunti alle mie orecchie, uno su un fabbro, un altro su un vasaio. Anche qui si tratta di voci, di piccole cose, alcuni vasi non perfetti, uno troppo panciuto, un altro con capienza non esatta, alcuni ferri di rinforzo alle porte delle abitazioni non ben fissati e…
    - Basta così. Anche su questi indaga, discretamente. Non voglio che il malcontento di alcuni insoddisfatti si estenda.
    - Eseguo, Sire...


Controllo pianificazione Colture

    - Le fasi di sviluppo delle progettazioni colturali sono in accordo con la programmazione che è stata pianificata?
    - Tutto scorre, Primo Revisore. I rapporti pervenuteci un sottociclo fa hanno confermato il corretto avanzamento dei lavori del progetto in armonia con i tempi stabiliti. Abbiamo ricevuto documentazione ologrammica aggiornata del sistema Pn in oggetto e carteggio virtuale in largepage della programmazione genomica. Tutto scorre.
    - Ne sono lieto, K’Oires. Il progetto è fondamentale per la nostra civiltà.
    - Non poteva essere diversamente, Primo Revisore: l’équipe addetta al progetto è nota per aver portato a termine tutte le progettualità a questa assegnate negli ultimi duecento cicli esterni. Il gruppo di Ab’neet e K’arist rappresenta una certezza di corretta esecuzione del lavoro: è il meglio di quanto disponibile non solo nel nostro solare, ma in tutto il braccio galattico maggiore.
    - Esiste sempre un margine di incertezza in ogni lavoro ed in qualunque struttura esecutiva complessa che sia chiamata a svolgerlo. Di questo bisogna tenerne conto.
    - Come sempre, Primo Revisore, ciò è stato fatto. I documenti ricevuti e le comprove forniteci sono stati passati al vaglio della Commissione di verifica che li ha trovati coerenti alla linea di progettazione. La stima euristica da noi effettuata porta ad una validazione delle colture a cento centesimali. Tutto scorre...


Akira e la madre 

    - Sarebbe ora che ti guardassi in giro, Akira, figlia mia. Sei pervenuta ormai all'età giusta e non c'è ancora un uomo nella tua vita. Non è una cosa buona, questa, proprio no! Alla tua età io già ben mi difendevo dall'intraprendenza dei corteggiatori e dovevo, anzi, impedir loro di ferirsi seriamente nelle tante lotte che ingaggiavano per primeggiare davanti ai miei occhi, ognuno di essi mostrando la sua bravura e le sue doti! Avresti dovuto vedere tuo padre Thaeris, quando era giovane, quanto era agile nei movimenti e quanto forte nella lotta egli era! Non c’era nessuno che gli potesse stare alla pari! E io lo guardavo e lo ammiravo, tanto che ne fui conquistata.
    - Se è solo per questo, madre, mi sembra che sia ancora agile e forte adesso! Riesce ancora a sollevarmi senza fatica fra le sue braccia e sì che il mio peso non è più quello della bambina che ero un tempo!
    - Beh, egli è ancora forte, è vero, ma il tempo è passato e siamo tutti e due più avanti nel percorso del cielo e devo riconoscere che lui non mi colma più di tutte quelle attenzioni e gentilezze che mi usava quando ero più giovane e non mi circonda più così spesso come un tempo con le sue braccia. Ed anch’io non sono più come ero una volta. La polvere dei giri di cielo ha attutito i nostri sensi come il tempo dirada i capelli e secca la pelle.
    - Padre, come tutti noi, è molto impegnato nel lavoro e quando torna a casa al termine del giro di sole è stanco. 
    - S’Ah! Sia come sia, ma quando lui era giovane e noi ci conoscevamo appena, lavorava ben più di adesso e ed io gli davo sempre spazio, quando mi cercava e ben gliene concedo ancora ora, a differenza tua, Akira, che proprio, non dai spazio ad alcuno...

 

Akira e Ashena

    - Suvvia, Akira, non mi vorrai dire che tu non hai desiderio di un uomo che ti cinga fra le sue braccia e ti stringa a sé e, insomma… te lo devo proprio dire? Non desideri un compagno che faccia con te quelle cose che… insomma, quelle che si fanno tra uomo e donna.
    - Oh, sorella cara, grazie, grazie, cara sorella, di avermelo ricordato! Grazie davvero, poiché io, da sola, non ci avrei mai pensato! Certo che ne ho voglia! Certo che lo desidero. Quali discorsi mi vieni mai a fare cara sorella mia? Io non ho figli, non ha nemmeno alcun compagno, ma non sono certo una statua di pietra!
    - E allora che cosa aspetti? Scegline uno, no? Nostra madre è davvero molto disperata per la tua situazione. Credimi, lei non si dà pace in alcun modo! È da più di due naah, ormai, che passa da casa mia due volte ad ogni giro di sole ed ogni volta ella mi parla di te e lo stesso fa con nostra sorella Adhina, che sempre me lo riferisce. Quindi aspettati anche un suo intervento in merito, quanto prima.
    - Oh, sorella, tu la conosci bene quanto la conosco io, abbiamo vissuto la nostra crescita con lei: non passa giro di sole, invero, che madre non venga a dirmi che cosa dovrei fare e, soprattutto, che cosa farebbe lei al posto mio. Ogni volta mi si avvicina mentre sono intenta alle faccende di casa ora per un motivo ora per un altro e poi mi intona il suo canto di quanto sia bello avere un uomo accanto...


Akira e famiglia - Partenza

    - S’Ah!, su, presto, presto, svegliati, Akira, svegliati, svegliati!
    - Che c'è, madre? Che cosa succede? Perché mi turbi a quest'ora del cielo buio? Non stai bene? 
    - Presto, presto, Akira, alzati, su, su!
    - Adesso, madre? Ma è buio profondo! Ancora le nere lame delle tenebre penetrano le vie intorno alla nostra casa e dipingono del loro oscuro colore i muri. Shapha è appena sorta nel cielo buio. Ho sonno, madre, lasciami dormire.
    - S’Ah! S’Ah! Alzati ho detto! Su Akira, presto, presto, svelta e, soprattutto, non far rumore. Dobbiamo partire! Svegliati, dunque, svegliati, presto! 
    - Partire? Ora? E dove andiamo?
    - Lasciamo la città, Akira. 
    - Lasciamo la città? Madre! Lasciare la città? Ma che dici? Sei forse impazzita? 
    - Zitta, taci, taci, per carità! Parla piano! Che nessuno ti senta!
    - Che succede, madre? Mi fai paura! Dove è mio padre? È successo qualcosa? Forse le mie sorelle? O i loro figli? 
    - Non è successo nulla, nulla! Fa' silenzio, ti dico, Akira, parla a voce bassa e ascolta! Non c'è da aver paura, no, no, niente paura. Le tue sorelle e i loro uomini e i loro figli già ci attendono in una zona sicura fuori della città. Tuo padre è giù in strada che ci aspetta con tre veloci chainers e controlla la via con un gruppo di amici fidati, non facciamolo attendere. Ogni istante è prezioso e ad ogni momento che passa aumenta il pericolo che incombe! 
    - Pericolo madre? Che pericolo? 
    - Adesso basta con le do
mande, Akira...


 Mondo - 3° rapporto

- Ab'neet?
- Eccomi, K'arist, buona luce, come va?
- Buona luce anche a te Ab'neet. Va bene, va tutto bene, anche se mi sono trovato in modo inaspettato a dover lottare per il possesso di una donna.
- Che cosa?
- Sì, ho lottato - ho dovuto farlo - per una donna che, oltretutto, non era mia intenzione conquistare.
- Spiegati meglio, K'arist, non comprendo: questo non è nel tuo stile. Forse nell'aria del sistema Pn c'è qualcosa di cui non siamo a conoscenza che esalta l'aggressività e tu ne sei stato colpito o, forse, si tratta di qualcosa che proviene dall'alimentazione, forse dai cibi locali e da come vengono preparati o cucinati. Nei mondi primitivi con civiltà al III-IV stadio dello sviluppo, spesso vi è abbondanza di alcaloidi vegetali che, se introdotti con il cibo usato abitualmente per nutrimento, possono provocare reazioni inconsulte anche nelle persone più tranquille e flemmatiche! E, poi, perché lottare per qualcosa che non intendevi avere?

- Rasserenati, non c'è nulla nell'aria di questo Pn, nulla che se respirato incrementi l'aggressività di chicchessia, né alcunché che se mangiato possa incrementare l'irosità dell'individuo! Ho già verificato appena arrivato. Tutto è come avevamo progettato. Mi sono trovato a lottare poiché sono stato aggredito. Non era affatto mia intenzione ingaggiare una lotta con chicchessia e, men che meno, per il possesso di una donna...