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Naufragio

Prologo

La luce assordante comparve di colpo, durò solo un momento e, subito dopo, un attimo di buio, totale ed infinito, pervase la cabina di astronavigazione. Poi, mentre tenui luci di emergenza di color arancione pallido illuminavano la plancia pulsando aritmicamente, tutto aveva cominciato a ruotare in un vortice inarrestabile intorno a lui e nessuna cosa era più rimasta ferma al suo posto. L'urlo lacerante dei motori sotto sforzo gareggiava con le sirene di allarme del sistema di sicurezza per la conquista di un premio che non esisteva, mentre ululati a diverse intensità e tonalità elettroniche, emblemi sintetici del ringhio gutturale di antichi predatori, si alternavano nei loro cupi e angosciosi messaggi di pericolo. E, infine, in un rumore abbagliante, orbo di colori, lo schianto. Poi, il silenzio, bianco, interrotto solo da fini crepitii, piccoli ma allarmanti. Soltanto i poderosi schermi a campo magnetico frenante, che attingevano la loro energia per induzione dal campo gravitazionale planetario, erano riusciti a limitare il pesante impatto con il suolo, impedendo quella che altrimenti sarebbe stata una catastrofe muta e senza testimoni. 
   - Prazy gazewu! (##), siamo naufragati, accidenti, siamo naufragati! Non è possibile! È assurdo! Ma che waizy (##) è successo? Mi dici dove eri quando si trattava di coordinare l'uscita dal sub-spazio? Hai tu l'incarico di verificare le coordinate spazio-temporali del viaggio! Prazy gazewu, che botta! Mi sembra di essere una torta di molean a due strati caduta al suolo dalla stazione orbitale. Non ho un solo osso che non sia dolorante. Attiva il mediscan e dimmi che cosa mi sono rotto. 
   - Già fatto! Ho verificato tutto il tuo corpo dodici microcicli dopo l'impatto. Ho effettuato uno oloscanner completo della tua struttura biologica e psico-fisica e non ho rilevato nessun danno: nessuna frattura, nessuna lesione agli organi interni, nessuna alterazione delle funzioni vitali in conseguenza dell'urto. Solo alcune contusioni al tegumento esterno che però risultano essere di minima estensione e non richiedono intervento curativo.
   - Solo una serie di contusioni, tu dici, eh? Mi sembra di essere in diecimila pezzettini! Prazy gazewu! E ognuno di questi fa dannatamente male! 
   - La caduta della nostra nave è stata frenata dagli schermi a campo magnetico esterni che hanno ridotto del 78,53% l’impatto con il suolo e, già prima, quello con gli strati medio-bassi dell'atmosfera del pianeta, evitando che la Nave prendesse fuoco ed esplodesse riducendoci in finissima polvere cosmica. Gli airbag magnetici interni hanno assorbito la restante percentuale dell'urto con il suolo, che per quanto di piccolo valore percentuale, rapportata alla velocità di impatto concentrata sul volume della Nave sarebbe stata più che sufficiente a trasformarci in fertilizzante per mondi periferici. 
   - Allora, secondo te, io non dovrei aver battuto da nessuna parte, no? E il dolore che sento allora sarebbe solo frutto della mia immaginazione? 
  - Calma, Nhear-Hys! Vedi, piuttosto, in che mondo ed in quale epoca planetaria siamo piombati, anziché imprecare. Lamentarsi non serve: i plasmametal dello scafo e le turbine non miglioreranno certo grazie ai tuoi coloriti lamenti ed alle tue folcloristiche imprecazioni. 
   - Prazy gazewu! Che Sheenfer possa cascarti sulla testa! Non capisci? Siamo naufragati! Te ne rendi conto? È incredibile, ma è successo davvero ed è accaduto proprio a noi...

  - Smettila e, invece di continuare il tuo lamento come una querula e piagnucolosa gazza di Hyas-ar da poco staccata dalla madre, pensa a quadrangolare una posizione temporo-spaziale adeguata, prima che le scorte energetiche della Nave si esauriscano. Io non posso dedicarmici poiché la mia attenzione è impegnata nell'analisi dei danni riportati e, poi, ci sono parecchie disconnessioni nel sistema di feed-back posizionale della Nave per cui sbrigati a farlo, dato che non so ancora di quali scorte energetiche noi possiamo disporre e non voglio distoglierle in eccessiva quantità dall'impiego che per ora ritengo di importanza essenziale: sto inviando via subetere un segnale di Hel-4 con parte dell'energia residua del sistema secondario e stimo prudente ridurre ogni altro impegno del sistema, per non intaccare le scorte, finché non avrò valutato con esattezza la situazione in cui ci troviamo.
- Fatto! Ho già realizzato la mappatura del tempo e dello spazio: sono un pilota di classe A-1, io! La mia formazione prevede reazioni automatiche a situazioni di emergenza e, mentre tu mandavi il tuo fottuto (#) segnale Hel-4, avevo già realizzato dove eravamo finiti. 


(#) la parola è stata tradotta in modo approssimativo in equivalenti nella nostra lingua e indica uno stato emotivo alterato.
(##) espressione aliena non traducibile nel linguaggio corrente poiché non vi sono termini o frasi equivalenti, per cui è riportata nei fonemi della lingua originale






Meteorite? - Chiacchiere della gente

- Carlo, che cosa pensi possa essere stato?
- Stato cosa?
- Quel rumore, ieri notte. Non mi dirai che non l'hai mica sentito!
- L'ho sentito, Rosa, l'ho sentito.
- E allora? Di che cosa credi si sia trattato?
- Non so, Rosa, non ne ho proprio idea; comunque, qualunque cosa sia stata ha fatto un bel botto davvero!
- Alla OloTri-Di hanno detto che, probabilmente, si tratta di un meteorite che è caduto sulla terra, ma poi uno, mi pare fosse uno scienziato, ha detto anche che potrebbe trattarsi di qualcosa d'altro e quella conduttrice di TVMI ha detto che, questa volta, si potrebbe trattare dei nostri vicini. 
- I nostri vicini? Ma come possono aver fatto un rumore del genere? Sono gente tranquilla. È vero che hanno tre figli giovani, ma sono tutti molto educati, anche se a volte sono un po' chiassosi, sai come sono i ragazzi, soprattutto a quell'età! Tuttavia si limitano solo a ridere e suonare un po' troppo forte la musica dai loro apparecchi moderni. Non fanno certo quelle cose con i botti che usano in Italia. È gente a posto.
- Ma sì, ma sì, dai, non far lo scemo, adesso! I nostri vicini, non quelli della casa accanto, ma i nostri vicini, quelli là di cui si parla sempre.
- Rosa? Hai assaggiato di nuovo il rosolio? Continuo a non capire quello che dici!
- I nostri vicini dello spazio! Quelli! E chi altri? Ma dove vivi? Voleva dire che, forse, qualcuno ci ha fatto visita da un altro pianeta! Qualcuno è atterrato sul nostro pianeta, proprio qui intorno, da qualche parte, magari proprio nel nostro campo o in quello del nostro vicino. Non ti senti eccitato da questa possibilità? Non sei curioso di sapere?
- No, non mi sento eccitato per niente e se, poi, sono loro, i nostri vicini, come tu li chiami, hanno uno strano modo di bussare: il botto ha fatto rovesciare i bicchieri nella cristalliera! In ogni caso non ci credo.- Ma lo hanno detto alla OloTri-Di!
- Oh, per quel che vale! Pur di fare audience sono disposti anche a dire che Cappuccetto Rosso ha mangiato il lupo cattivo e, subito dopo, mandare in onda la pubblicità di un olio di oliva o di semi o della nuova margarina...
- Comunque sia, è caduto qui vicino. Anche poco fa ho sentito come un tonfo sordo. Forse è venuto giù qualcosa d'altro.
- Già. Meno male che non è caduto sulla nostra casa! Siamo stati fortunati. 
- Non hai voglia di andare a dare un'occhiata?
- Io? 
- Sì, tu! Non ha la curiosità di sapere di che cosa si tratta? Forse quelli della OloTri-Di hanno ragione. Forse si tratta di qualcosa di alieno. Potremmo diventare famosi, se scoprissimo che si tratta di qualcosa di diverso da un meteorite e che è atterrato proprio nel nostro campo. Non credi?
- Rosa! Adesso piantala con la storia dei dischi volanti!
- Io dico solo che bisognerebbe andare a dare un'occhiata. Il rumore proveniva da non molto lontano.
- Va bene, va bene, Rosa! Domani, appena avrò finito di sistemare il tetto del nuovo garage, di dare il bianco in cucina e di cambiare l'olio al trattore, andrò a dare un'occhiata nei dintorni e sentirò anche i vicini.
- Ma domani potrebbero essersene già andati!
- In questo caso vuol dire che avevano una gran fretta di tornare a casa loro o che non gli è piaciuto il nostro pianeta, del che non posso dargli certo torto. Oh, insomma, piantala con questa storia, Rosa. Tu vuoi credere che là fuori o che lassù ci sia qualcuno. Aspetti sempre che arrivi qualcuno dalle stelle! Sono trenta anni che ne parli, sin da quando eravamo ancora fidanzati! Ma non è mai arrivato nessun pullman dalle stelle! 
- E, allora, che male c'è a volerci credere?
- Oh, non c'è niente di male, Rosa, se non il fatto che la tua fantasia galoppa più veloce dei cavalli all'ippodromo. La scorsa settimana ti sei alzata svegliata all'alba, svegliandomi, poiché avevi sentito una vibrazione sorda ed hai gridato sono arrivati, sono arrivati! Poi ti sei accorta che era il rumore prodotto dalla nuova trebbiatrice del consorzio agrario che cominciava la giornata di lavoro nei campi.
- Beh, è vero, mio sono sbagliata! Succede, a volte. A te non capita mai?
- Qualche volta, ma non con i dischi volanti, Rosa!