T r a i l e r‎ > ‎

Recupero

Interruzione, 14/08/1999

Il Sole si spense per 3 secondi e 48 centesimi. Letteralmente. Non si era trattato di un'eclissi. Le eclissi di Sole erano ormai previste e datate nel tempo: la matematica dei corpi celesti non aveva più fascino di cui ammantarsi, né mistero da rivelare, né poteva esservi alcunché di nuovo nel ristretto e periferico sistema solare e nei suoi provinciali pianeti, intrappolati nelle loro orbite ellittiche ed annoiate, in un percorso ciclicamente incatenato intorno allo stesso astro. Sofisticati elaboratori, connubio tra l'elettronica evoluta di un'epoca avanzata nella tecnologia e l'aggregazione biologica della materia, conoscendo il moto della Luna intorno al pianeta e tutte le variabili legate al tempo ed alle influenze planetarie, indicavano con precisione atomica anno, mese, giorno, ora, minuto e secondo di ogni futuro passaggio della Luna davanti al Sole, in quella posizione che, unica, poteva occultarne la luce alla Terra, determinando il fenomeno dell'Eclissi e dichiarandone la durata con univoca certezza. Programmi complessi di intelligenza artificiale elaboravano i dati, integrandoli con le influenze gravitazionali delle stelle vicine e delle comete periodiche e, ancora, con lo spostamento delle orbite planetarie legato al movimento delle galassie, per fornire la correzione ad una valutazione più precisa del fenomeno. Tutto era noto, pedantemente scritto, riportato in un capitolato cosmologico di dati e funzioni, a soddisfare la conoscenza, lasciando, però, spazio alla sorpresa stuporosa dell'imprevisto.

Sin dalle epoche più antiche, quando fantasia e realtà, magia e scienza viaggiavano ancora sul medesimo carro, adagiate nella stessa paglia, gli uomini avevano alzato lo sguardo verso l'alto osservando curiosi il cielo: già nel terzo millennio a.C. astronomi Sumeri, Assiro-Babilonesi e Caldei avevano studiato ed annotato con precisione il moto della Luna, dei pianeti e di alcune stelle e, dopo di loro, astronomi Egizi avevano rifatto gli stessi calcoli elaborando il primo calendario solare della Storia. Così, nel corso dei secoli, schiere di scienziati, sempre più numerosi e preparati, avevano osservato, analizzato, fotografato, tradotto e riprodotto in formule matematiche il movimento di ogni pianeta, sole, luna, satellite, asteroide, meteora e cometa a portata della loro vista o dei loro strumenti, addentrandosi nelle leggi complesse dei meccanismi del moto di quelli che furono chiamati corpi celesti, fino a giungere allo studio dei sistemi caotici, ricavando formule e armoniose geometrie, anche da quelli che parevano solo espressione di confusione assoluta. Questo, accaduto ora, era, invece, un fenomeno nuovo ed inspiegato, che non rientrava in alcuna regola nota. Astronomi moderni, aiutati da fisici e astrofisici, supportati da matematici e informatici, con l'aiuto di macchine e strumenti, eredi superbi ed evoluti di una punta di selce, avevano rilevato il fatto con indiscussa precisione: per 3 secondi e 48 centesimi di secondo il Sole si era spento e, al posto del suo cerchio luminoso ed accecante, era comparso, per una piccolissima e quasi inesistente frazione di tempo, un nulla assoluto, un vuoto senza corpo e senza senso. Le eterne reazioni dell'idrogeno nel Sole si erano fermate per il periodo esatto e senza colore di 3 secondi e 48 centesimi, come se una mano invisibile avesse premuto un interruttore. Era stato come il buio che si osserva ad un batter di ciglia, quando la mente si sofferma su quell'attimo di breve cecità totale, che si verifica più volte al minuto e che solo talora è percepito. Strumenti ultrasofisticati, ai quali non poteva sfuggire quanto intravisto dal distratto occhio umano, avevano registrato che, per un istante, l'attività del sole si...

Time-One - Incontro 12/04/2025

- Signori, buongiorno, grazie di essere venuti e di essere stati puntuali: il tempo è sempre poco per le molte cose da fare. Mi chiamo Arsen, Phil Arsen, sono Direttore di questa Base di Ricerca Governativa. Benvenuto a tutti voi, dottoressa Christie Holafson, ingegner Paul Cheerik, ingegner Carl Tompson, dottor Eric Stone. Passo subito ad una breve verifica delle vostre qualifiche e ad alcune domande, poi sarete liberi di prendere familiarità con il posto di lavoro: il dottor Perosa, al mio fianco, responsabile del Progetto Time-One, è impaziente di iniziare. Lei, dottoressa Christie Holafson è laureata in Matematica, esperta in Calcolo Multifattoriale ed ha lavorato un anno al MIT.
- Sì, signore.
- Non mi chiami signore, non sono un militare, sono solo il direttore Amministrativo della Base: mi chiami solo Arsen.
- Ok, Arsen.
- Holafson, perché mai se ne è andata dal MIT, per accettare il nostro incarico? Il suo era un posto di prestigio che offriva una possibilità di carriera per una persona con la sua preparazione. 
- Per due motivi: uno è che voi pagate meglio. 
- Mi sembra valido. E l'altro?
- L'altro è personale. Mi sono separata un anno fa ed il mio ex marito lavorava anche lui al MIT. 
- Capisco. Due buoni motivi. Vedo dal suo curriculum che lei conosce già Perosa. 
- Si l'ho conosciuto all'Università: io ero al primo anno e lui era già laureato e stava iniziando la formazione. È stato mio tutor durante l'ultimo anno di corso: è un piacere lavorare con lui.
- Lei, Paul Cheerik è laureato in Ingegneria Gravitazionale...


Antico Egitto - Sech'am e Man-Aar, adepto al culto di Aton

- Ti dico che è stato così! Il Primo Sacerdote del dio Aton era davanti all'altare e stava officiando la cerimonia, quando, d'un tratto, è scomparso alla vista in un tempo così breve che dalla voce non può essere pronunciato ed è ricomparso, dopo qualche istante, in fondo al tempio, davanti al portale di ingresso, avvolto in una luce che non era di questo mondo. Io ero presente, insieme a tanti altri ed ho ben visto, con loro, il prodigio! Nei miei occhi è ancora impresso ciò che ho veduto ed ancora oggi, dopo diversi giorni, mi sveglio la notte, rivedendo la manifestazione dei dio alla quale mi è stato concesso di assistere. 
- E tu, Man-Aar, dici che dio Aton è venuto a prenderlo per portarlo nella sua dimora e parlare con lui?
- Certo che lo dico! E non sono il solo: lo stesso Sacerdote riferisce di aver avuto la visione della dimora del dio, grande e luminosa, con lunghi corridoi, le cui alte volte e le cui pareti erano fatte di pura luce, proprio come si confà alla casa del dio. 
- E che cosa gli avrebbe mai potuto dire il dio, in un tempo così breve come quello di cui tu stesso parli? Quali frasi possono venir pronunciate in tempo così piccolo? 
- Questo il Sacerdote non ce lo ha ancora rivelato: ha detto solo che il dio gli ha affidato incarichi importanti per il destino dell'uomo ed egli ne deve riferire per primo al Faraone, figlio del dio. Ha anche detto che è ritornato da questo incontro pervaso da grande serenità e fiducia e che l'incontro con il dio ha rinnovato le sue energie. Tu dovresti vederlo adesso! Pur con i suoi cinquanta anni, sembra un adolescente, tanto il suo volto è luminoso e la sua pelle riposata e le sue gambe agili. Un grande futuro attende il nostro popolo: questo dio, ora riconosciuto come vero...